Fangoterapia

Fangoterapia

Durante il processo di maturazione si verifica una progressiva colonizzazione dell’argilla da parte di numerose micro alghe (Diatomee e Cianoficee) presenti nell’ecosistema che caratterizza il bacino termale di Abano – Montegrotto e Battaglia.

Uno dei ciano batteri presenti in maggiore abbondanza nei fanghi termali euganei è l’ETS-05 che produce sostanze dotate di un’elevata attività antinfiammatoria caratterizzata dall’assenza di effetti collaterali, anche dopo ripetuti trattamenti.

Il fango di Abano e Montegrotto è una sapiente commistione di una componente solida (argilla), di una liquida (acqua salso-bromo-iodica) e di una biologica (micro-organismi e biomateriali). Il processo di maturazione avviene in speciali vasche per circa 50-60 giorni durante i quali il fango viene mantenuto in continuo contatto con l’acqua termale fatta scorrere a ritmo costante ad una temperatura di 60° C.

La fangoterapia si compone di quattro passaggi fondamentali: l’applicazione del fango, il bagno in acqua termale, la reazione sudorale ed il massaggio tonificante. Il fango viene applicato direttamente sulla pelle ad una temperatura tra i 37° C e i 38° C per un periodo che varia dai 15 ai 20 minuti.
Al termine dell’applicazione, il paziente, dopo essere stato sottoposto ad una doccia calda, si immerge nel bagno termale alla temperatura di 37-38° C per circa 8 minuti. Asciugato con panni caldi può raggiungere la propria stanza, dove viene invitato a restare a letto ben coperto per 30/40 minuti, consentendo alla reazione sudorale di continuare gli effetti biologici della fangatura.

Il punto di forza di Abano e Montegrotto sono da sempre le Terme e l’obiettivo del Centro Studi Termali “Pietro d’Abano”, unico esempio in Italia,è da sempre quello di salvaguardare, disciplinare e conferire un rigore scientifico a questo patrimonio.

Il Centro Studi Termali è un ente di ricerca scientifica nel campo della medicina termale al quale nel 2013 è stato riconosciuto il Brevetto Europeo sul Fango Termale Euganeo, qualificandone il principio antinfiammatorio terapeutico all’interno del panorama scientifico europeo.